Music video by Passogigante performing Ivo il distruttivo. (C) 2013 Pippola

17 luglio 2013 Senza categoria

Ammetto che mi trovo in difficoltà ad esprimere una mia opinione dettagliata riguardo a ciò che da un po’ di anni viene definita “Loudness War” ovvero una vera e propria guerra senza esclusione di colpi a chi ce l’ha piu’ lungo. Sono in difficolta’ perche’ da una parte credo che mai in nome della musica e del buon senso avremmo dovuto trovarci di fronte ad un punto di non ritorno, dall’altra perche’ da persona informata sui fatti so cosa vuol dire, in ogni senso,  spingere la macchina al limite delle proprie potenzialita’. Quando penso a questa folle corsa verso il volume assoluto, penso a chi per la prima volta si e’ spinto oltre a quello che sembrava un limite che non doveva essere valicato. Forse non e’ colpa di nessuno, forse invece e’ colpa del digitale, o magari di un discografico, o forse semplicemente l’essere umano ha perso il senso della misura e del buongusto. Chissa’ se meno sudditanza di qualche studio di mastering nei confronti dei sempre meno facoltosi datori di lavoro, avrebbe magari evitato il degradamento qualitativo del suono alla sorgente (prima di peggiorare in mp3, ad esempio). Ma si sa, il denaro puo’ comprare tutto.
In realta’ bisogna veramente essere onesti e fare delle precise distinzioni, perche’ e’ troppo facile sparare sul mastering engineer, che comunque in molti casi ha le sue responsabilita’. Concorre allo scempio della qualità’ del suono anche l’ingegnere  che si occupa del mixaggio, o quello che ancor prima ha curato la registrazione. E probabilmente anche qualche scelta artistica discutibile ne è responsabile. Mi riferisco ovviamente a prodotti mainstream top quality e realizzati con alti budget, poiche’ nell’autoproduzione fai da te i fattori che peggiorano la qualita’ ovviamente aumentano esponenzialmente.

E’ con queste premesse che mi sono approcciato all’ascolto di due album importanti per questo 2013, con quella necessita’ di sapere se qualcuno sta invertendo la rotta, non soltanto nel mastering ma anche nei fondamentali processi che lo precedono.

Delta Machine dei Depeche Mode e Access Random Memories dei Daft Punk.

 

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Cio’ che avviene post mastering quando si esagera di “over compression” limitando l’audio di un mixaggio, e’ un indesiderato effetto di distorsione delle basse frequenze con uno “schiacciamento” innaturale dei transienti per esempio della batteria. L’assurdo e’ che nonostante ci sia sempre piu’ bisogno di spinta e “pacca” nella musica moderna, si tende a voler un suono a tutti i costi over compresso, mentre soprattutto per Access Random Memories si e’ voluto assolutamente preservare – sia in mix che in mastering – la naturalezza degli elementi suonati.
 La cosa che attira subito l’attenzione gia’ dal primo ascolto di entrambi i lavori e’ il respiro, la grande dinamica che li pervade e una profondità e spazialità notevoli. Secondo molti Delta Machine e’ senza dubbio migliore a livello di mastering dei precedenti due album dei Depeche, ma ancora un po’ vittima della “loudness war”. A me piace molto questo lavoro, solo in qualche sporadica circostanza si sente l’effetto del limiting, ma adoro di questo disco la dimensione e la musicalità’ del suono, estremamente apprezzabili su ascolti di fascia hi-end.

Tecnicamente ho analizzato il lavoro finale su formato CD (44.1 Khz/16 Bit)  tenendo in considerazione il Dynamic Range (DR), ovvero l’intervallo espresso in decibel tra il valore di volume minimo e massimo all’interno di un brano musicale. Questo valore e’ molto utile: ricordiamoci che la dinamica e’ parte essenziale della musica, perche’ rende bene l’idea di quanta escursione dinamica ci sia all’interno di una canzone messa in commercio. Più’ il valore DR e’ basso e meno dinamica ci sara’, piu’ decibel di distanza intercorrono tra il momento di volume piu’ basso ed il piu’ alto e migliore sara’ il risultato (in termini soprattutto di godibilita’ all’ascolto), se si vuole aver preservata post  mastering la dinamica naturale di un mixaggio (ma allo stesso tempo compattare ed alzare il volume secondo le moderne abitudini d’ ascolto).

Diamo un’occhiata ai valori dei due album considerando la seguente scala di valori.

dr scala

Delta Machine-Depeche Mode

Mix Engineer: Flood

Mastering Engineer: Bunt Stafford-Clark
DR – Peak – RMS – Duration Track

DR6 0.00 dB -7.83 dB 4:56 01-Welcome To My World

DR4 0.00 dB -5.24 dB 3:58 02-Angel

DR6 0.00 dB -7.86 dB 4:06 03-Heaven

DR6 0.00 dB -7.63 dB 5:12 04-Secret To The End

DR5 0.00 dB -8.70 dB 4:24 05-My Little Universe

DR6 0.00 dB -7.77 dB 3:46 06-Slow

DR6 0.00 dB -8.35 dB 3:59 07-Broken

DR8 -0.01 dB -10.28 dB 4:16 08-The Child Inside

DR6 0.00 dB -7.30 dB 3:27 09-Soft Touch/Raw Nerve

DR6 0.00 dB -7.42 dB 5:05 10-Should Be Higher

DR6 0.00 dB -7.66 dB 4:30 11-Alone

DR6 0.00 dB -8.25 dB 5:22 12-Soothe My Soul

DR6 0.00 dB -8.03 dB 5:04 13-Goodbye

DR8 0.00 dB -11.05 dB 4:23 14-Long Time Lie

DR7 0.00 dB -8.25 dB 4:20 15-Happens All The Time

DR7 0.00 dB -8.88 dB 5:07 16-Always

DR6 0.00 dB -7.59 dB 3:25 17-All That’s Mine

DR5 0.00 dB -6.88 dB 3:52 18-Heaven

 

E adesso l’altro album

 

Access Random Memories-Daft Punk

Mix Engineer : Mick Guzauski

Mastering Enginerer: Bob Ludwig, Chab

DR RANDOM ACCES MEMORIES

In conclusione, personalmente trovo i due album davvero molto belli, sia tecnicamente che musicalmente.
 Quello dei Daft Punk, per genere e maniera, rappresenta in questo momento il non-plus-ultra del suono, qualcosa destinata a fare scuola per anni, fosse anche solo per i nomi di chi vi ha partecipato, a partire da Omar Hakim per finire con Bob Ludwig. Sembra qualcosa di proveniente dal passato, realizzata con quella cura maniacale che non lascia nessun margine di difetto, dove lo warmth sulle alte frequenze e’ a tratti spiazzante per morbidezza e calore, un suono distante anni da cio’ che la maggior parte della discografia pubblica. Mi auguro che album di tale perfezione rappresentino un riferimento per tutti coloro che si fanno guidare nel fare musica da gusto, musicalita’ e rispetto del suono.
 Bravi Daft Punk, bravi Depeche Mode, e’ sempre bello trovare motivi di riconciliazione con la musica.

Per la vostra cultura musicale, sul sito http://www.dr.loudness-war.info/ trovate il data base mondiale dei Dynamic Range di centinaia di dischi pubblicati, che serve a comprendere profondamente il concetto di ciò’ che e’ avvenuto nella musica negli ultimi anni. Potete scaricare una consigliata applicazione freeware standing alone che vi permette di analizzare il DR di qualsiasi file 44.1 khz a 16 Bit.

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15 giugno 2013 Recensioni

Music video by Giochi per bambini performing La parte. (C) 2013 Pippola Music

Regia di David Becheri

4 giugno 2013 Video

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[da Blow Up n°180 maggio 2013]

“Giochi Per Bambini”
Marco Burroni

Marco Burroni è un giovane cantautore proveniente da Prato, e quei “Giochi Per Bambini” costituiscono il suo progetto supervisionato e prodotto da Tommy Bianchi.
SI tratta di un freschissimo e piacevolissimo prodotto di pop elettronico, contaminato di esecuzioni elettroacustiche, in cui il songwriting sempre originale, sempre centrato, fatto di piccoli racconti e belle immagini, fa realmente la differenza. Ci si può sentire qualcosa dei Baustelle degli esordi, qualcosa dei So-erba, qualcosa dei Marta sui Tubi, ma alla fine le regole che governano questi “giochi per bambini” riescono ad essere realmente imprevedibili e mai eseguite prima. Ci sono originalità, gusto e c’è un immaginario già a fuoco nelle righe. Un esordio che pone ottime premesse per il futuro.

Piergiorgio Pardo

2 giugno 2013 Recensioni

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Giochi Per Bambini, in arte Marco Burroni.
Ho conosciuto Marco nel 2008. Lo conobbi non per caso, ma perche’ suonava insieme a Donald Renda, amico batterista e compagno d’avventura nei Cayorosso. Avevano un progetto fortissimo, e con Davide Mollo alla chitarra formavano un power trio della madonna. Si chimavano a Dog To A Rabbit, e mixai il loro lavoro, che uscì con la label Lady Lovely di Torino.
Una certa empatia artistica ed umana tra me e Marco ci ha portati a mantenere nel tempo un sano rapporto di stima reciproca. Dall’esperienza in lingua inglese dei Dog To A Rabbit, Marco ha lavorato sul suo modo di scrivere ed interpretare la propria musica. Ritengo che l’esperienza – non solo didattica – con il grande musicista Cesare Chiodo, sia stata per Marco di grande importanza nel suo percorso di crescita come autore.
Marco mi sottopose nel dicembre del 2011 l’ascolto di 10 tracce. Erano dei provini, di quelli che si fanno con il laptop. Ma rimasi subito innamorato di quelle melodie e di quelle parole, che per quanto a tratti malinconiche, avevano un suono bellissimo. Sì, quel bel suono delle canzoni di Battisti o del primo Battiato. Decisi di produrlo. C’erano gia’ nei provini dei canovacci armonici e ritmici che funzionavano e s’incastravano perfettamente con la genuinita’ delle melodie. Era una musica con strani testi esistenziali, quelli che profumano di autunno e di caminetto con luci soffuse. Eppure mi parevano una ventata di freschezza che non sentivo da tempo…
Le parti dei sintetizzatori che nei provini erano delle semplici idee, sono state riscritte e registrate con il meglio che la mia attrezzatura poteva mettere a disposizione. C’era un’idea di base di elettronica molto forte, che da subito ho condiviso ed ho sviluppato con i miei sintetizzatori analogici e digitali e le migliori drum machine. Per realizzare questo lavoro Marco ha avuto accanto a sé risorse umane e musicali di grande importanza e livello, Donald Renda (batteria) e Davide Mollo (chitarra). Ancora una volta il power trio riunito.
Come dei bambini, abbiamo giocato con i nostri strumenti, il nostro gusto e la nostra voglia di fare musica. Questo e’ Giochi Per Bambini. Con l’onore aggiunto di aver potuto collaborare insieme a Riccardo Onori (Saz e chitarra) e Lele Fontana (pianoforte e arrangiamento del quartetto d’archi).
Giochi Per Bambini “Cerco Soltanto Di Non Lavorare Piu’” e’ la miglior produzione musicale da me realizzata, e questo lo devo a Marco Burroni che mi ha messo a disposizione un materiale musicale di alto livello. Questo album probabilmente e’ e rimarra’ un disco di nicchia, per pochi e non per tutti. Ma il livello e il risultato di tutto il lavoro e’ qualcosa che mi gratifichera’ per lungo tempo.

22 maggio 2013 Works

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